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mercoledì 16 ottobre 2013

LE BOMBE DI SEMI II. Tutorial e foto del laboratorio

...ed eccoci al termine del workshop sulle bombe di semi di sabato a condividere con voi alcune foto della mattinata di Castel Mareccio a Bolzano... Per tutt* quelli che si sono persi il laboratorio pubblichiamo anche qualche consiglio per realizzare le "uniche bombe realmente intelligenti", come le ha definite un caro amico del Collettivo, stando comodamente in casa e con i semplici materiali di cui sono costituite... ed ecco allora, la lista della spesa:

  - 1 parte argilla ( noi l'abbiamo recuperata nel nostro orto... )
  - 1 parte terriccio
  - 1/2 parte compost ( anche questo arriva dall'orto delle Semirurali)
  - acqua
  - semi misti secondo i vostri gusti e/o necessitá













ecco i semi che abbiamo portato al laboratorio di bombe di semi di Castel Mareccio a Bolzano:
Mais rosso e giallo, tagete, malva, zucche e zucchine, peperoncini vari, broccolo, fiordaliso, ibisco, tutti semi di piante coltivate o raccolti da noi...

Ed ecco come realizzare le bombe di semi:
in un contenitore mescolare insieme una parte di argilla, una di terriccio e mezza di compost. Infine una manciata di semi vari, a seconda dei vostri gusti o del tipo di azione che avete in mente di fare.




aggiungete pian piano dell'acqua, e mescolate tra di loro tutti gli "ingredienti" sino ad ottenere un bell'impasto... fate una grossa palla dalla quale, a seconda delle vostre esigenze potrete ricavare dalle 2 alle 5-6 bombe di semi


 ecco come appaiono le nostre bombe di semi in germe... non resta che lavorarle una per una ancora per un pó per compattarle per benino, e lasciarle poi asciugare o lanciarle subito!











Ecco allora una bomba di semi pronta all'uso:


 Un 'altro modo per realizzare le bombe di semi é quello di preparare impastandolo uno strato di argilla, al centro del quale poi sistemeremo terriccio, compost e semi:



ed ecco altre bombe di semi, da quella zen alla vera e propria bomba (di semi) a mano: ognuno ha la sua!
   


 
Sinora non c'é stato laboratorio del collettivocontorti in cui non ci si sporcasse le mani di terra! e per il packaging delle bombe... cosa meglio delle eco-sostenibili e biodegradabili (nonché reciclate) confezioni delle uova? 

Infine, ecco un paio di foto di lanci delle bombe di semi realizzate durante il laboratorio di Sabato 12 Ottobre a Castel Mareccio... e ora non ci resta che attendere la prossima primavera e lasciarci sorprendere dalle piante che nasceranno dalle bombe!!!
A presto!

 

 

mercoledì 9 ottobre 2013

LE BOMBE DI SEMI. WORKSHOP DI CRITICAL / GUERRILLA GARDENING

LE BOMBE DI SEMI. 

WORKSHOP DI CRITICAL / GUERRILLA GARDENING

SABATO 12 OTTOBRE DALLE 9.30 ALLE 12.30  

Schloss Maretsch - Castel Mareccio a Bolzano










STORIA:

Le bombe di semi sono uno dei principali mezzi utilizzati nel Critical o Guerrilla Gardening. Create per la prima volta da Masanobu Fukuoka, il padre dell'agricoltura naturale, si tratta di piccole palline composte di terra e argilla che contengono al proprio interno diversi tipi di semi, dalle verdure ai fiori. Le bombe di semi vengono utilizzate nell’agricoltura urbana, e in particolar modo nel "critical / guerrilla gardening" per raggiungere e rinverdire aree degradate e abbandonate della cittá ma possono essere anche un divertente modo per seminare nel proprio balcone.

OBIETTIVI DEL LABORATORIO:
Due operatori del Collettivo Contorti guideranno i partecipanti in tutte le fasi di creazione delle bombe
di semi e dei loro contenitori (a partire da scatole di uova riciclate)

A CHI È RIVOLTO:
per la sua semplicitá e immediatezza, il laboratorio é rivolto a persone di tutte le etá, dai bambini ai piú anziani.

MATERIALI UTILIZZATI:
argilla
compost
terra
semi
scatole di uova

L'ingresso é ovviamente gratuito, i materiali pure

link evento facebook:
https://www.facebook.com/events/238472536307319/



mercoledì 24 aprile 2013

L'orto condiviso temporaneo di piazza Matteotti.

 Per noi il progetto "semi di resistenza" in Piazza Matteotti è un assaggio di un giardino condiviso.


Abbiamo voluto creare un luogo dove le persone possano coltivare relazioni condividendo per un periodo la pratica dell'agricoltura biologica urbana. Abbiamo voluto creare un luogo d' incontro e di scambio di saperi tra generazioni, dove poter condividere giovani e più anziani la passione e  i saperi dellla cultura agricola.



Abbiamo proposto l'idea di un orto temporaneo in piazza come resistenza ad un modello centrato sulla crescita illimitata e sul consumo fine a se stesso, alla coltivazione chimica e industriale che fa uso di pesticidi, ogm e che riduce la biodiversità, alle filiere “lunghe” che portano vantaggi economici a molti distributori intermediari, alle filiere dislocate tra paesi diversi con alti costi in termini di trasporti e inquinamento.
Per questi motivi il Collettivo Contorti propone la possibilità di iniziare a coltivare verdure e rapp-orti, autoprodursi il proprio cibo in città, sul proprio balcone, in campagna e in montagna!
Vogliamo quindi riappropiarci di un contesto di autoproduzione alimentare in cui poter produrre autonomamente il nostro cibo, liberandoci dalle catene dei supermercati.



Autoprodursi il proprio cibo ci darà la possibilità  di conoscere le piante di cui ci  nutriamo e di imparare a conoscere i cicli della natura e delle stagioni.
Per noi il progetto in piazza Matteotti non è solo fatto di ecologia ambientale, ma anche di ecologia sociale
Abbiamo quindi cercato di portare nel tessuto urbano germogli e semi per costruire modelli culturali alternativi a quello dominante, più vicini alle persone e alle relazioni, in cui esistono le emozioni e la sacralità della vità naturale e umana. Crediamo infatti in uno sviluppo umano accompagnato da un progresso non solo tecnologico, ma anche sociale ed ecologico.

Tutto questo per noi è ECOLOGIA E RESISTENZA.


martedì 16 aprile 2013



 "Coltiva i tuoi abiti" é un laboratorio che il "Collettivo contorti" propone all'interno delle attivitá dello Skonsumo Eko-Tex, il mercato del Tessile Ecocompatibile di via Vintola a Bolzano, Domenica 21 Aprile dalle 15.00 alle 17.00.

In quest'occasione, i partecipanti di qualsiasi etá verranno simpaticamente guidati nella creazione di:

- l' AiUoLAbIto permanente (:) ovvero la trasformazione di un paio di vecchi vestiti in un'aiuola nella quale coltivare piante ornamentali (fiori ecc) o ortaggi,

e di

- il Vasetto/vestitO: piccoli contenitori ancora una volta ricavati dai vecchi vestiti nei quali far crescere fiori o piccoli ortaggi, che ogni partecipante potrá portare a casa (...per un'agricoltura nomade).

Tutto il materiale, comprese terra e piantine verranno messi gratuitamente a disposizione di ogni partecipante.

Ognuno, se vuole, puó portare un capo d'abbigliamento vecchio e da buttar via   ( o che fatica a gettar via e piacerebbe vedere ritrasformato), purché di lana o cotone, e un paio di forbici. Tra i capi d'abbigliamento, l'ideale sono vecchie maglie a maniche lunghe, scarpe bucate, pantaloni lunghi...

Info Skonsumo Eko-Tex: http://www.facebook.com/events/130350177144871/?fref=ts

martedì 19 marzo 2013

IL DIZIONARIO DI DEMOCRAZIA PARTECIPATA

Su http://marraiafura.com il "Dizionario di Democrazia Partecipativa. 244 voci dalla A di Abitante alla W di World Café" pubblicato dal Centro Studi Giuridici e Politici della Regione Umbria. E' un interessante strumento per capire più a fondo tanti termini e acronimi che spesso sono compresi solo dagli addetti ai lavori, ma che è importante che siano condivisi e conosciuti da tutti. Soprattutto quando si parla di Democrazia e Partecipazione.
Si tratta di dizionario sui generis: un contenitore destinato ad accogliere un insieme eterogeneo di voci, così come eterogenei sono le realtà, i valori e le dimensioni cui quelle voci rimandano.
Il volume, curato da Fabiola De Toffol e Alessandra Valastro, è stato pubblicato a metà del 2012 con licenza Creative Commons.


Ecco il link alla pagina di Marrai a Fura dalla quale scaricare gratuitamente il dizionario:
<b>Dizionario di Democrazia Partecipativa.</b> 244 voci dalla A di Abitante alla W di World Café

"Il primo obiettivo di questo dizionario è quello di porre nuovamente al centro dell’attenzione istituzionale e civile il tema della partecipazione, in una prospettiva che non si fermi ai principi-manifesto ma da questi tragga concreti strumenti per governare: un ausilio per la costruzione di un metodo, basato innanzitutto sul chiarimento e la condivisione dei suoi presupposti (concetti, obiettivi, tecniche e procedure)".
(dall'introduzione)





ed ecco la prima voce del Dizionario: la A di ABITANTE

ABITANTE
"Gli istituti di democrazia partecipativa si rivolgono ad una cerchia di soggetti più ampia rispetto a quella costituita dai *cittadini in senso formale, in quanto coinvolgono tutti coloro che si trovano a vivere, anche temporaneamente, in un dato territorio e a realizzare in questo tutti o parte dei propri interessi. Il criterio inclusivo che connota gli istituti della democrazia partecipativa attribuisce rilevanza al rapporto fra persona e territorio, mirando a valorizzare il *capitale sociale di cui è depositario ciascun membro della *comunità. In Francia si parla, ad esempio, di *democrazia di prossimità per indicare la valorizzazione del sapere esperienziale di chi vive quotidianamente il territorio a prescindere dall’esserne o meno cittadino. Anche in Italia gran parte dei testi normativi che, a livello regionale e locale, disciplinano istituti della democrazia partecipativa prescindono ormai dal concetto di cittadino. Nel dettare i criteri per individuare i soggetti legittimati a partecipare a processi decisionali pubblici si fa generalmente riferimento agli abitanti o ai residenti; talvolta, ancor più ampiamente, ai soggetti che si trovino anche solo temporaneamente nel territorio di riferimento, per motivi che li portino comunque a fruirne i servizi (lavoro, studio,ecc.). Il riferimento al concetto di abitante si connette alla riflessione sulla *cittadinanza sociale, ovvero al rilievo che la partecipazione assume nel favorire l’integrazione dei soggetti a maggiore rischio di esclusione".