Coltivare i funghi con gli scarti dei bar, ecco come fare!!
Dopo aver fatto un giro nei bar del centro, che ringraziamo, e aver reuperato i fondi delle macchinette del caffe abbiamo potuto procedere con la fase 2 della nostra coltivazione.
Quando negli spawn, dopo tre settimane di dimora al buio il micelio e´ben visibile e i nostri vasetti sono tutti bianchi. Possiamo quindi iniziare a preparare il substrato dove poi il micelio fruttifichera´dandoci i nostri funghi. Mettiamo quindi i fondi di caffe´in una vaschetta nella quale aggiungiamo due cucchaini di bicarbonato per regolare l´acidita´.
Al caffe´aggiungiamo crusca o segatura e un po di acqua, quanto basta in modo da riuscire maneggiando il composto a ottenere le "mushrooms balls"!
Possiamo poi apire i nostri vasetti con lo spawn e mischiare il nostro micelio al substrato che abbiamo preparato. Successivamente il nostro composto andra´inserito in sacchetti di plastica (quelli che si usano per congelare gli alimenti) che andranno forati con un ago su tutta la superficie facendo piu´o meno 100 fori a sacchetto, in modo che nelle settimane successive potremmo grazie allo spruzzino tenere sempre il nostro substaro umido.
Finche´il sacchetto non tornera´totalmente bianco lo lasceremo in un posto buio, mentre poi lo terremmo esposto al sole per la fruttificazione.
Su fb i video per vedere meglio tutti i passaggi. Per dubbi o domande non esitate a scriverci!
Il fungo che stiamo coltivando e´sempre il Pleurotus ostreatus, fungo ostrica mangereccio.
Siamo un gruppo che sviluppa progetti legati all'ECOLOGIA nelle sue componenti ambientali e sociali. Se vuoi contattarci collettivocontorti@gmail.com
giovedì 9 gennaio 2014
domenica 15 dicembre 2013
COLTIVARE FUNGHI IN CASA
Questa settimana vogliamo mostrarvi come iniziare una coltivazione di funghi ( Pleorotus Ostreatus) in casa. Il primo step è la creazione degli spawn, dove il micelio inizierà la sua moltiplicazione.
Lo spawn è un modo per moltiplicare il micelio, ottenendone abbastanza per poter poi inoculare il substrato finale, che nel nostro caso sarà di fondi del caffè usati. Come base per preparare gli spawn si possono usare semi di cereali, idratati e sterilizzati, che essendo altamente proteici permettono al micelio di crescere in modo vigoroso e rapido.
Il cereale che abbiamo scelto per preparare il nostro spawn è la segale, ma vanno bene anche grano, sorgo, miglio e orzo.
Ora in una pentola a pressione possiamo cuocere la segale.
Lasciamo raffreddare la pentola fino a temperatura ambiente (ci vogliono diverse ore). Nel frattempo prepariamo i vasetti , dove successivamente metteremo la segale. Dobbiamo fare un buco nel coperchio. Successivamente tappiamo il buco con del cotone che fermiamo con dello scotch.
Poi mettiamo la segale nei barattoli, chiudiamo e mettiamo di nuovo in pentola per 30 minuti.
Una volta tolti dal fuoco li dobbiamo fare raffredare a temperatura ambiente. Una volta freddi, i barattoli sono pronti da inoculare!
Ora dobbiamo passare alla fase due : l'inoculazione.
Noi abbiamo uttilizzato una glove box, cioè una scatola di plastica a testa in giù alla quale abbiamo fatto due buchi.
La prima cosa da fare, è pulire accuratamente la glove-box con alcool, compresi gli angoli, il coperchio e le manichee le nostre mani. Fatto questo per inumidire l'ambiente spruzziamo all'interno della glovebox un po di acqua e impedire che le spore indesiderate possano muoversi liberamente.
Poi a questo punto possiamo prendere i nostri vasetti chiusi e inserirli all'interno della glove box. Prendiamo un fungo ostrica e lo spelliamo fino a prenderne un pezzo dalla parte centrale. Apriamo il coperchio e nel minor tempo possibile appoggiamo il fungo sulla segale e chiudiamo il barattolo.
mercoledì 16 ottobre 2013
LE BOMBE DI SEMI II. Tutorial e foto del laboratorio
...ed eccoci al termine del workshop sulle bombe di semi di sabato a condividere con voi alcune foto della mattinata di Castel Mareccio a Bolzano... Per tutt* quelli che si sono persi il laboratorio pubblichiamo anche qualche consiglio per realizzare le "uniche bombe realmente intelligenti", come le ha definite un caro amico del Collettivo, stando comodamente in casa e con i semplici materiali di cui sono costituite... ed ecco allora, la lista della spesa:
- 1/2 parte compost ( anche questo arriva dall'orto delle Semirurali)
- acqua
- semi misti secondo i vostri gusti e/o necessitá
Ed ecco come realizzare le bombe di semi:
in un contenitore mescolare insieme una parte di argilla, una di terriccio e mezza di compost. Infine una manciata di semi vari, a seconda dei vostri gusti o del tipo di azione che avete in mente di fare.
aggiungete pian piano dell'acqua, e mescolate tra di loro tutti gli "ingredienti" sino ad ottenere un bell'impasto... fate una grossa palla dalla quale, a seconda delle vostre esigenze potrete ricavare dalle 2 alle 5-6 bombe di semi
ecco come appaiono le nostre bombe di semi in germe... non resta che lavorarle una per una ancora per un pó per compattarle per benino, e lasciarle poi asciugare o lanciarle subito!
Ecco allora una bomba di semi pronta all'uso:
Un 'altro modo per realizzare le bombe di semi é quello di preparare impastandolo uno strato di argilla, al centro del quale poi sistemeremo terriccio, compost e semi:
ed ecco altre bombe di semi, da quella zen alla vera e propria bomba (di semi) a mano: ognuno ha la sua!
Sinora non c'é stato laboratorio del collettivocontorti in cui non ci si sporcasse le mani di terra! e per il packaging delle bombe... cosa meglio delle eco-sostenibili e biodegradabili (nonché reciclate) confezioni delle uova?
Infine, ecco un paio di foto di lanci delle bombe di semi realizzate durante il laboratorio di Sabato 12 Ottobre a Castel Mareccio... e ora non ci resta che attendere la prossima primavera e lasciarci sorprendere dalle piante che nasceranno dalle bombe!!!
A presto!
A presto!
Etichette:
GUERRILLA / CRITICAL GARDENING;,
PARTECIPAZIONE
Ubicazione:
Bolzano BZ, Italia
mercoledì 9 ottobre 2013
LE BOMBE DI SEMI. WORKSHOP DI CRITICAL / GUERRILLA GARDENING
LE BOMBE DI SEMI.
WORKSHOP DI CRITICAL / GUERRILLA GARDENING
SABATO 12 OTTOBRE DALLE 9.30 ALLE 12.30
Schloss Maretsch - Castel Mareccio a Bolzano
STORIA:
Le bombe di semi sono uno dei principali mezzi utilizzati nel Critical o Guerrilla Gardening. Create per la prima volta da Masanobu Fukuoka, il padre dell'agricoltura naturale, si tratta di piccole palline composte di terra e argilla che contengono al proprio interno diversi tipi di semi, dalle verdure ai fiori. Le bombe di semi vengono utilizzate nell’agricoltura urbana, e in particolar modo nel "critical / guerrilla gardening" per raggiungere e rinverdire aree degradate e abbandonate della cittá ma possono essere anche un divertente modo per seminare nel proprio balcone.
OBIETTIVI DEL LABORATORIO:
Due operatori del Collettivo Contorti guideranno i partecipanti in tutte le fasi di creazione delle bombe
di semi e dei loro contenitori (a partire da scatole di uova riciclate)
A CHI È RIVOLTO:
per la sua semplicitá e immediatezza, il laboratorio é rivolto a persone di tutte le etá, dai bambini ai piú anziani.
MATERIALI UTILIZZATI:
argilla
compost
terra
semi
scatole di uova
L'ingresso é ovviamente gratuito, i materiali pure
link evento facebook:
https://www.facebook.com/events/238472536307319/
lunedì 15 luglio 2013
SCOPRIAMO IL SAMBUCO
Sambuco in Erboristeria: proprietà del Sambuco
Il sambuco fa parte della famiglia delle Caprifoliaceae.
Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/erboristeria/sambuco.html Sambuco in Erboristeria: proprietà del Sambuco
l sambuco è una pianta utilizzata in campo fitoterapico come diaforetico (per le malattie a carico dell'apparato respiratorio), antinfiammatorio e diuretico.
Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/erboristeria/sambuco.html o per preparare il famoso sciroppo altoatesino, tipica bevanda dissetante dei nostri contadini di montagna.
Ecco qui la ricetta per prepararlo in casa!
Gli ingredienti sono:
15 fiori
1,5 kg zucchero
4 limoni -
1,5 l acqua
60 g acido citrico
Lasciar macerare in un contenitore per 3 giorni al sole 15 fiori di
sambuco con 4 limoni ed 1,5 litri d'acqua. Mescolare ogni tanto il
tutto. Al terzo giorno strizzare e togliere il contenuto, aggiungere
l'acido citrico e lo zucchero e mescolare fino a che lo zucchero sia
sciolto. Portare ad ebollizione in una pentola lo sciroppo ed
imbottigliare. Come alternativa si può riscaldare l'acqua con lo
zucchero e l'acido citrico e mescolare fino a che siano sciolti, quindi
aggiungere i limoni ed i fiori di samburco lasciandoli al sole per 3
giorni.Ed ecco pronta la vostra bevanda estiva con quale poi potrete preparare l´aperitivo hugo, che si prepara con lo sciroppo di sambuco, delle foglie di menta fresca, prosecco e acqua minerale
Inoltre nell´agricoltura nell'agricoltura biodinamica, si utilizza un macerato di sambuco per tenere lontano i topo dall´orto! In 20 litri di acqua si macera 10 chili di foglie di Sambuco. Dopo una decina di giorni, la poltiglia che rimane, si diluisce ancora in 10 litri di acqua. Si deve irrorare più volte intorno le piante attaccate dai topi.
Allora buone produzioni!
ERBE SPONTANEE IN CUCINA: IL BUON ENRICO
Da pochi giorni siamo stati in val d´ultimo a curiosare e raccogliere erbe selvatiche.
Siamo finalmente in estate e le erbe da raccogliere sono numerose!
Ve ne consiglio alcune!
È una pianta mangereccia, che appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee, come il "farinello".
Essa e´conosciuta sin dall'antichità e apprezzata per il suo valore nutritivo. Come molte piante selvatiche infatti essa e´ricca di ferro e vitamina b1. Il buon enrico si trova facilmente sui nostri prati di montagna, sopratutto sui pascoli.
Si possono raccogliere le foglie e lessarle e utilizzarle in cucina come gli spinaci.
Ma ecco qui una ricetta se volete provarli!
Ingredienti per 4 persone:
1 kg. di foglie di buon Enrico
½ cucchiaino di bicarbonato
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai di passata di pomodoro
olio e sale
Cuocete con poca acqua le foglie di buon Enrico. Quando l’acqua comincerà a bollire aggiungete il bicarbonato e lasciate cuocere fino a quando il gambo sarà diventato morbido.
Scolate, strizzate e tritate la verdura. In una padella versate un po’ d’olio e fatevi rosolare la cipolla affettata unitamente allo spicchio d’aglio. Quando la cipolla sarà ben dorata, aggiungete il buon Enrico e fate insaporire.
Aggiungete la passata di pomodoro, salate e fate cuocere ancora per circa 10 minuti per fare addensare la salsa . Mescolate con cura e servite ben caldo.
Siamo finalmente in estate e le erbe da raccogliere sono numerose!
Ve ne consiglio alcune!
È una pianta mangereccia, che appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee, come il "farinello".
Essa e´conosciuta sin dall'antichità e apprezzata per il suo valore nutritivo. Come molte piante selvatiche infatti essa e´ricca di ferro e vitamina b1. Il buon enrico si trova facilmente sui nostri prati di montagna, sopratutto sui pascoli.
Si possono raccogliere le foglie e lessarle e utilizzarle in cucina come gli spinaci.
Ma ecco qui una ricetta se volete provarli!
Ingredienti per 4 persone:
1 kg. di foglie di buon Enrico
½ cucchiaino di bicarbonato
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai di passata di pomodoro
olio e sale
Cuocete con poca acqua le foglie di buon Enrico. Quando l’acqua comincerà a bollire aggiungete il bicarbonato e lasciate cuocere fino a quando il gambo sarà diventato morbido.
Scolate, strizzate e tritate la verdura. In una padella versate un po’ d’olio e fatevi rosolare la cipolla affettata unitamente allo spicchio d’aglio. Quando la cipolla sarà ben dorata, aggiungete il buon Enrico e fate insaporire.
Aggiungete la passata di pomodoro, salate e fate cuocere ancora per circa 10 minuti per fare addensare la salsa . Mescolate con cura e servite ben caldo.
mercoledì 19 giugno 2013
ERBE SELVATICHE DEI NOSTRI PRATI
Durante la giornata
classica di lavoro probabilmente non ci capita neanche di ricordarci
l'esistenza della terra, poiché la società capitalistica, globale,
legata alla mercificazione della natura, ha cementato tantissima
terra, creando su di essa una nera superficie, una coperta sotto la
quale è rinchiuso un mondo vivente fatto di insetti, batterri,
microrganismi
Per fortuna al mondo
esistono ancora tantissimi prati che ci offrono un tesoro immenso,
a cui avvicinarci piano piano. Possiamo scoprire le piante
selvatiche in una piacevole passeggiata vicino alla città, che
ci dona una sensazione rilassante e di unione con la natura e con la
terra sulla e con la quale viviamo. Le piante che troviamo lungo il
nostro cammino possono essere mangerecce o medicinali.
La biodiversità
delle varietà e delle specie ci offre un tesoro inestimabile, che
solo conoscendo possiamo apprezzare e proteggere.
Ecco perchè oggi voglio
mostrarvene alcune che possiamo trovare nei dintorni di Bolzano.
La prima è l'Anchusa
Officinalis, dai fiori di un azzurro puro e intenso, dal
fascino incantevole. Le foglie sono invece lanceolate, ruvide e
ricoperte di una peluria bianca pizzicante. Questa pianta fa parte
della famiglia delle Boraginacee. I costituenti principali
sono il nitrato di potassio, mucillagine. Le foglie e i
fiori possono essere mangiati in insalata, ripieni di paste,
minestre, pesti o frittate. “Le foglie di Anchusa venivano
impiegate come emolliente nelle affezioni polmonari... le
donne greche la usavano invece come pianta per preparati cosmetici
emollienti.
Poi passeggiando potremmo
incontare facilmente la Sanguisorba Minor.
Questa pianta appartiene alla famiglia delle Rosacee. I suoi
costituenti principali sono i tannini
e poi le saponine. Ha proprietà astringenti,
antiemorragiche (da questa
caratteristica ne deriva il nome), cicatrizzante.
Le foglie, dal retrogusto di cetriolo possono
venire utilizzate in insalata.
Essa ha inoltre un altissimo contenuto di vitamina c
( quasi 100 volte superiore alle coste!).
Un'altra pianta che
possiamo incontrare facilmente è la Salvia Pratensis. Dal
fiore viola e le foglie grandi, questa pianta fa parte della
famiglia delle Lamiaceae. Le foglie a differenza della Salvia
Officinalis, non emanano nessun profumi, ma sono ugualmente
aromatiche e ricche di proprietà. Ha infatti le stesse proprietà
della salvia officinale, ma meno marcate.
Ha proprietà antisettiche, antinfiammatorie, digestive.
Ha proprietà antisettiche, antinfiammatorie, digestive.
Possiamo raccogliere le
foglie, meglio se prima della fioritura e cucinarle impanate e fritte
o in insalate.
Un piccolo appunto, in
modo che nelle prossime passeggiate possiate iniziare ad essere
partecipi della preziosità che la Terra gratuitamente ci offre.
Buone scoperte!
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